La cassetta di sicurezza: come liberarti (davvero) delle relazioni tossiche
Tutti parlano di ricerca dell’equilibrio tra lavoro e vita privata, conosciuto anche come work life balance, che consisterebbe nel trovare un punto di incontro soddisfacente tra la quantità di tempo che si dedica al proprio lavoro e quella che si dedica a ciò che è importante per noi al di fuori della professione che svolgiamo, come stare con i propri cari o perseguire interessi personali e hobby. Quando il lavoro richiede più tempo o attenzione, infatti, se ne ha meno per gestire gli altri aspetti della vita quotidiana.
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Per questo molte persone desiderano raggiungere un maggiore equilibrio tra la vita lavorativa e quella personale, anche se a volte può sembrare un’impresa difficile: in alcuni casi, per esempio, un lavoro impegnativo significa più soldi per mantenere la famiglia; in altri, invece, si svolge una professione psicologicamente pesante, che influisce poi sulle relazioni personali.
Questa è a mio parere una ricerca vana. Se partiamo dal presupposto che per essere “equilibrio” il tempo da dedicare dovrebbe essere uguale, comprendiamo subito come non possa esistere l’equilibrio.
Per questo penso che sia preferibile parlare di ricercare una corretta armonia, per poter migliorare il proprio benessere generale, compresa la salute fisica, emotiva e mentale. Non a caso, sebbene molti datori di lavoro (così come tanti lavoratori) possano associare orari di lavoro prolungati a una maggiore produttività, in realtà sono stati condotti diversi studi che sostengono proprio il contrario: per esempio, è stato dimostrato che dopo aver raggiunto un certo numero di ore di lavoro, la produttività dei lavoratori inizia a diminuire, poiché aumenta il rischio di errori e infortuni. Per questa ragione il raggiungimento di un sano equilibrio tra lavoro e vita privata può ridurre lo stress e aumentare la produttività.
Ho approfondito questo aspetto grazie alla mia traduzione della seconda edizione di “Who’s in your room?”.
In questo articolo, vi condivido 3 consigli utili per andare verso l’armonia della propria vita che hanno a che fare con il tempo.
Partiamo dall’organizzazione che svolge un ruolo fondamentale nella vita di ciascuno di noi: ogni giornata costituisce un dono di 24 ore che scegliamo come utilizzare. Un ottimo modo è quello di avere un piano delle attività da fare, dedicando i primi 30 minuti della mattina a verificare e confermare le attività da fare nel corsodella giornata. Oggi, peraltro, esistono numerose applicazioni che aiutano a farlo in modo semplice e veloce.
Pianificare le attività quotidiane aiuta a stabilire le priorità dei compiti da svolgere e a stimare il tempo necessario o che vogliamo dedicare a ciascuno di essi. E se alla mattina non si ha abbastanza tempo per il planning, nessun problema: si può sempre farlo gli ultimi 30 minuti prima di andare a letto, potendo tra l’altro contare sul fatto che il subconscio si mette al lavoro sui piani e sugli obiettivi definiti proprio mentre si dorme, tanto che molto spesso ci si sveglia al mattino con idee e intuizioni che si applicano poi al lavoro della giornata.
In alcuni casi, per migliorare le attività di pianificazione si ricorre a una lista chiusa, che altro non è che l’esatto opposto di una lista dei desideri: mentre quest’ultima non prevede alcun limite, la lista chiusa, invece, li contempla, il che permette di migliorare la gestione del tempo. Anche in questo caso, esistono numerose applicazioni che permettono di creare elenchi chiusi e rispettarli: così facendo, non c’è bisogno di dare priorità al lavoro, ma semplicemente si eseguono tutti i compiti dell’elenco durante la giornata lavorativa.
Separare le aree della propria vita, creando confini chiari prestabiliti e informando le persone con cui ci relazioniamo di quali siano questi confini, imparando ad essere noi stessi i primi a rispettarli (ad esempio evitando di controllare continuamente le e-mail o i messaggi di lavoro se stiamo facendo attività fisica), è fondamentale per ritagliarsi dei momenti di ricarica delle energie fisiche e mentali.
Si tratta di momenti essenziali per la crescita personale, che fanno parte di un’attività più ampia e importante, che è la cura di sé, una sfera non negoziabile della propria routine. Per questo non bisogna mai trascurare il portare avanti attività che fanno sentire bene, come fare esercizio fisico, avere degli hobby, stare con i propri cari o rilassarsi: è giusto dare la priorità al proprio benessere e dedicare tempo agli obiettivi personali. Tra l’altro, anche l’attività lavorativa risulta migliorata dal fatto di avere degli hobby, imparare cose nuove o svolgere attività di volontariato.
Per raggiungere una vita armonica, oltre a ritagliare del tempo per sé stessi, è anche indispensabile comunicare apertamente e onestamente prima di tutto a se stessi e poi agli altri quali sono i propri confini e renderli compatibili con ciascuna area della propria attività sia lavorativa che non..
Se l’organizzazione e la pianificazione della giornata rappresentano fattori determinanti per raggiungere una maggiore armonia nella propria vita, anche mirare all’ottimizzazione del tempo permette di gestire meglio la propria routine quotidiana, riuscendo a non rimanere indietro con le attività lavorative e, al contempo, a dedicarsi ai propri interessi personali.
Come ho già avuto modo di condividere in un precedente articolo, il tempo non può essere gestito, ma si può migliorare la gestione di noi stesso nel tempo e per poterlo fareoccorre innanzitutto ridurre al minimo le distrazioni. Da questo punto di vista, una forte criticità della connettività 24 ore su 24, 7 giorni su 7 consiste proprio nella costante ricettività alle distrazioni: per esempio, mentre si sta scrivendo un report arriva improvvisamente un’e-mail con un oggetto intrigante, oppure una notifica di una nuova richiesta di contatto sui social. Ed ecco che in un attimo si rimane indietro con il report. Anche fare attenzione a dove va a finire il proprio tempo è molto importante per riuscire a ottimizzarlo: che sia controllare gli account social e, magari, di rispondere a qualche commento, di chiacchierare con i colleghi o di aggiungere una pausa caffè, si tratta in ogni caso di minuti preziosi che scorrono inesorabilmente. Se tenessimo traccia di tutte le distrazioni che si accumulano anche solo per una settimana sul luogo di lavoro, potremmo facilmente constatare quanto tempo viene effettivamente impiegato per produrre risultati e quanto viene invece sprecato in azioni improduttive.
Un’altra parola chiave per migliorare la gestione del tempo è “delega”: se si vuole avere una vita al di fuori dell’ufficio, non bisogna insistere nel voler fare tutto da soli. Molti di noi, tuttavia, hanno difficoltà a cedere il controllo del proprio lavoro, forse perché nutriamo la convinzione che se vogliamo che qualcosa sia fatto bene, dobbiamo farlo noi; in altri casi, invece, si ha l’impressione – in realtà del tutto errata – che delegare significhi essere pigri o approfittarsi degli altri. La delega richiede un po’ di tempo per abituarsi, ma presenta molti vantaggi sia per i manager che per i loro collaboratori. Cercare di portare a termine o di gestire troppi compiti porta a burnout, scarsa qualità del lavoro e scadenze non rispettate, per non parlare dei problemi di gestione del tempo; per questo la delega non è un segno di debolezza, bensì di leadership.
Il corso di Gestione del tempo, rivolto a imprenditori, liberi professionisti, commerciali, responsabili HR e di team di lavoro, nasce appunto con l’obiettivo di fornire strumenti utili – e concreti – per migliorare la gestione di sé stessi nel tempo e rendere la propria vita sempre più piena di armonia.
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