La cassetta di sicurezza: come liberarti (davvero) delle relazioni tossiche
Scopri come mappare le presenze nella tua “stanza mentale” e iniziare il tuo percorso di consapevolezza relazionale
arrow_forwardAcquista la 2° edizione italiana de "Who's in Your Room?"Ogni relazione lascia un’impronta dentro di noi. Alcune ci ispirano, altre ci consumano. Ma quante volte ti sei davvero fermato a osservare chi abita il tuo spazio interiore? In questo articolo esploriamo il terzo capitolo del percorso ispirato al libro “Who’s in Your Room?“, per accompagnarti in un esercizio potente di consapevolezza relazionale: guardare con sincerità chi c’è già nella tua stanza. Un primo passo essenziale per costruire relazioni intenzionali e allineate con i tuoi valori.
Ogni giorno interagiamo con decine di persone, ma solo alcune occupano davvero il nostro tempo, la nostra attenzione, le nostre energie. La metafora della stanza ci aiuta a fare ordine: immagina che ogni persona entrata nella tua vita sia ancora lì, presente in qualche modo, a influenzare il tuo benessere, le tue scelte e persino il tuo futuro. Il primo passo verso una maggiore consapevolezza è osservare, senza giudizio, chi c’è attualmente nella tua stanza mentale.
Ti sei mai chiesto che atmosfera regna nel tuo spazio interiore? È rumoroso, caotico, pieno di lamentele? O forse è silenzioso ma privo di stimoli? Questo esercizio ti aiuta a capire chi occupa i tuoi pensieri, chi attira costantemente la tua attenzione e chi invece resta in disparte, anche se ancora presente.
Non tutte le presenze nella nostra vita sono visibili o fisiche. Possiamo riconoscere diversi livelli di vicinanza:
Prendi carta e penna. Disegna cerchi concentrici, mettendo te stesso al centro. Colloca le persone in base a quanto spazio mentale occupano oggi, non quanto pensi dovrebbero occupare. Aggiungi colori o codici numerici se ti aiuta a visualizzare meglio. L’obiettivo non è giudicare, ma prendere coscienza.
Ti proponiamo alcune domande guida per aiutarti a mappare chi c’è nella tua stanza:
A volte fatichiamo a “liberarci” di certe presenze solo perché abbiamo investito tempo, energia, emozioni. È ciò che gli economisti chiamano sunk cost fallacy: restare ancorati a qualcosa solo perché ci abbiamo già speso troppo. Ma continuare a mantenere relazioni disfunzionali solo per non “perdere l’investimento” può costare molto di più nel lungo termine. Serve coraggio per lasciar andare, ma ne vale la pena.
Studi neuroscientifici confermano: i ricordi non si cancellano con il tempo. Restano impressi nel cervello, anche quando pensiamo di averli dimenticati. Non possiamo eliminare il passato, ma possiamo imparare a gestirlo. E soprattutto, possiamo scegliere di far emergere una versione più adulta, consapevole e responsabile di noi stessi nelle relazioni attuali e future.
Proprio come un diario, questo esercizio può diventare una pratica quotidiana. Due semplici domande possono accompagnarti:
Queste osservazioni, giorno dopo giorno, ti aiuteranno a creare una relazione più autentica con te stesso e con gli altri.
Saper guardare chi è nella propria stanza è un atto di cura verso se stessi. È un gesto di responsabilità e amore. Più diventi consapevole di chi occupa il tuo spazio interiore, più puoi scegliere relazioni che ti nutrono, ti ispirano e ti sostengono. Inizia da oggi: osserva, prendi nota, rifletti. Perché la tua stanza è lo spazio più prezioso che hai.
Approfondisci questo percorso trasformativo e scopri come costruire relazioni intenzionali!
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